IL 18 MARZO E LA COMUNE DI PARIGI
  IL 18 MARZO E LA COMUNE DI PARIGI
Titolo IL 18 MARZO E LA COMUNE DI PARIGI
AutoreAndrea Costa
Prezzo€ 1,00
EditoreNICCIA
LinguaTesto in Italiano
FormatoDRMFREE

Descrizione
ANDREA COSTA IL 18 MARZO E LA COMUNE DI PARIGI DAL LIBRO: Già fin dal mese di ottobre 1870 e del gennaio 1871, coi tentativi fatti per impadronirsi del palazzo di città, il popolo aveva mostrato chiaramente l’intenzione di sbarazzarsi d’un potere nel quale non aveva fiducia e che traeva la Francia alla rovina e al disonore. Ma se quei tentativi non riuscirono e se la Comune non potè essere proclamata, essi provarono, tuttavia, al governo, da che sentimenti la popolazione parigina fosse animata e come non si potesse avere la Francia con piedi e mani legate finchè non fosse domata e sottomessa la popolazione di Parigi. L’occasione di domarla e di sottometterla si presentò. Alla vigilia dell’entrata dei Prussiani in Parigi si sparse la voce che dei cannoni appartenenti alla guardia nazionale erano stati abbandonati o dimenticati a Neuilly e nel viale di Wagram, posti che dovevano essere occupati dal nemico. I battaglioni della guardia nazionale, riuniti in fretta, si recarono nei luoghi ove i cannoni si trovavano, e li portarono via festosamente, appostandoli nei sobborghi, a Batignolles, a Montmartre, a Belleville e nella piazza dei Vosgi, nonostante i clamori dei reazionari, che gridavano al sacrilegio, vedendo il popolo impadronirsi esso dei mezzi di difesa contro i nemici esterni e contro la reazione interna. Adolfo Thiers, il quale aveva capito benissimo che, finchè il popolo di Parigi e la guardia nazionale avessero in mano i cannoni, non avrebbe potuto governar mai a suo piacimento, risolse d’impadronirsene; e ordinò al generale Vinoy di occupare, nella notte dal 17 al 18 marzo, le alture di Montmartre, ov’erano i cannoni custoditi dalle sentinelle della guardia nazionale. Ma il tentativo del Vinoy non riuscì. I colpi di fucile avendo gettato l’allarme nel quartiere, la generale cominciò a battersi; le guardie nazionali e la popolazione insorsero come un sol uomo per difendere le posizioni assalite ed i cannoni; i soldati fraternizzarono col popolo; il generale Lecomte, che comandava la colonna, fu arrestato col suo stato maggiore dai suoi stessi soldati; alcuni cannoni, già presi dalla truppa, furono ripresi e ricondotti trionfalmente nelle loro posizioni dalle guardie nazionali e dal popolo. Ciò, che avvenne a Montmartre, si ripetè in altri punti di Parigi. L’aggressione ordinata dal governo fallì completamente. Il governo fuggiva da Parigi, abbandonando la città a se stessa. Il popolo trionfava.