EDIZIONE CON INDICE DIGITALE
E l'occhio mio s'imbatte
Nelle sassose creste
Del lontano Soratte,
Che al Sol s'irraggia e veste
Infra gli estivi ardori
Di fulgidi colori.
Là dove l'aura lieta
Scherza con dolce impero.
Per voluttà secreta
S'innalza il mio pensiero:
Ivi aggirarmi agogno
Nelle veglie e nel sogno.
Felice me, se tolto
Del mondo al lezzo impuro,
Di tutte cure sciolto
In umile abituro
Alfin di pace adorni
Menar potessi i giorni!
Già della vampa estiva
È tormentoso il foco,
L'anima fuggitiva
Aspira a un alto loco
Ove zefiro leve
Faccia l'äer men greve.
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