River Murphy, tenente dei navy seal, durante una missione in Afghanistan ha perso tutto.
Il suo mondo sembra essere andato completamente in frantumi.
Con l’intenzione di riformarla, i suoi superiori cercano un modo per mantenerla operativa e assecondare la sua testardaggine. Diventata temporaneamente guardiana di un faro, il suo unico compito consiste nel riattivare la struttura e prendersi cura di chi, a turno, arriva per scontare un periodo della propria pena. Convinta di essere vicina alla reintegrazione, svolge la sua mansione con il massimo della dedizione, fino a quando non le viene affidata un’ultima importante missione: tenere al sicuro un uomo minacciato dal cartello messicano.
Ismael José Romero Santos è una vera spina nel fianco: arrogante, sarcastico e fin troppo attraente.
Il suo arrivo al faro è destabilizzante quanto una tempesta, e River si sente di nuovo in balìa delle onde delle proprie emozioni.
Da quel giorno, niente è più lo stesso. Gli incubi tornano con prepotenza, e con essi la paura di non aver fatto abbastanza durante quella notte in cui ha perfino sperato di morire.
Opposti e identici, River e Santos si ritrovano coinvolti in una guerra tanto inevitabile quanto necessaria, fatta di baci rubati, ripensamenti, lacrime e cicatrici.
E nella loro ultima notte, lui le insegnerà che la morte è solo un rito di passaggio, un ponte verso la vita stessa.
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